NEWS - DISASTRI AMBIENTALI
    DISASTRI AMBIENTALI


Data: 12/06/2008
Descrizione:

Macché oasi, il Supramonte è una discarica!

In tre giorni gli uomini dell'Ente foreste hanno raccolto 3-4mila metri cubi di rifiuti. Raccolte carcasse di auto, trattori e moto, nonché pneumatici, televisori ed elettrodomestici.

di Giacomo Mameli.

NUORO. Rifiuti: ma chi ha detto che la Sardegna è un'isola felice? Ai problemi di Bau Craboni e Mores, ora si aggiungono quelli del Nuorese. Immaginatevi lo stadio Sant'Elia di Cagliari, o il «Quadrivio» di Nuoro, o il «Vanni Sanna» di Sassari totalmente ricoperti - da porta a porta - di rifiuti d'ogni genere (amianto compreso, batterie d'auto all'acido solforico comprese). Cumuli più alti di un metro, per formare brutte montagne di tre-quattromila metri cubi di spazzatura. È l'equivalente dell'immondezza raccolta, solo negli ultimi tre week end, dagli uomini dell'Ente foreste in Barbagia.

Rifiuti raccolti con gruppi di volontari in piccole fette di quel paradiso da decenni profanato chge è il Supramonte. Tre, quattromila metri cubi di inciviltà, fra carcasse arrugginite d'auto, frigoriferi e congelatori, lavatrici e cucine, pneumatici d'ogni tipo e d'ogni misura, scaldabagni e televisori, water e bidè, brande e biciclette, motorette e vecchie Ape, resti decomposti di pecore, agnelli e maiali, buste gigantesche e piccole di plastica, lattine d'ogni tipo e d'ogni marca, vernici, batterie d'auto a perdere. Autentici ecomostri: anche a ridosso di alcune rinomate sorgenti, davanti a villaggi nuragici come quello di Carros. Anche davanti a templi dell'identità come Tiscali. Anche nello scenario mozzafiato di Corr'e Boi, Fundales, Montes, Funtana Bona e San Giovanni, offesi, deturpati, imbruttiti dall'azione dell'uomo. Insomma, la maleducazione scaraventata fra lecci e grotte, nell'Eden mai diventato Parco del Gennargentu, tra lentischi e tassi, in mezzo alla natura che ci fa comodo definire protetta e incontaminata.

Se lo stesso quantitativo recuperato in Barbagia si dovesse raccogliere negli altri 374 Comuni della Sardegna (capoluoghi compresi, e l'ipotesi è tutt'altro che di terzo tipo), la Sardegna avrebbe poco da contestare Napoli. Per fare un solo esempio e ricordare manifestazioni di indignate proteste politico-teppistiche: i cumuli di spazzatura raccolti in piccoli angoli dei tre soli centri della Barbagia sono la metà esatta dei rifiuti giunti da Napoli a Macchiareddu in due riprese. (E circola voce - voce autorevole, degna di fede - che nel territorio di Orgosolo giacerebbero ancora abbandonate oltre mille carcasse d'auto, quasi altrettante nelle campagne fra Talana Fonni e Desulo). Lasciate da chi? Dai turisti di Perugia e di Hannover? Siamo certi che in Sardegna rispettiamo il decoro urbano e quello rurale? I rifiuti raccolti nel Supramonte sono già finiti in discariche, in centri di raccolta e selezionati. Ma siamo appena all'inizio.

Sarà un lavoro lungo, meticoloso, fatto a mano, metro dopo metro, curva dopo curva, sotto i cigli delle strade, nelle zone dei punti-sosta dei camionisti e di chiunque. Perché c'è da bonificare tutta la Sardegna bucolica e costiera, maltrattata dall'Asinara all'Isola di san Pietro. È stata suddivisa da Nord a Sud in 25 distretti e 32 complessi forestali. Dall'autunno - con un piano predisposto dalla presidenza della Giunta regionale - scatterà l'operazione-ramazza a partire da Alghero e Porto Conte (sotto il faro che guarda Capo Caccia - tra palme e ginepri nani - trovate quanto di più osceno si possa immaginare). Si proseguirà per il Grighine-Monte Arci, l'Iglesiente del Marganai-Oridda, il Monte Linas, i Sette Fratelli (le colline e le montagne di Castiadas e Burcei, di Sinnai e Maracalagonis sono ricettacolo di quanto di più zozzo si possa immaginare, molto spesso a stretto contatto con abitazioni). Sarà poi la volta del Gennargentu di Desulo e Arzana dove gli ovili sono sempre più squallidi, poco puliti, ormai ovili-elettrodomestici, fatti con recinzioni di cucine e frigoriferi da tetano garantito, reti metalliche arrugginite, vasche da bagno usate come abbeveratoi. Sarà un'opera colossale chiamata "Foreste pulite". Coinvolgerà migliaia di operai e di giornate lavorative e di molti volontari.

La cronaca più immediata racconta di un primo tentativo di pulizia concentrato nelle zone di Montes, Isèri, la valle del Cedrino, Lanaitto, Sa Pruna, quella dove dovrebbe scattare il "Progetto Gennargentu" con l'obiettivo di ancorare i pastori al territorio montano dell'entroterra e renderlo produttivo e "socialmente vitale". È stato un gran via-vai di automezzi, jeep, Bramach, Land Rover, Daily Iveco, Bucher e ruspe d'ogni tipo. I rifiuti sono stati trasferiti in discarica con 162 viaggi di camion e veicoli diversi a seconda del trasporto di vetro e alluminio, plastica, inerti, ferraglie. Complessivamente le foreste del Supramonte oggi sono più pulite, hanno ripreso a essere vergini dopo lo stupro, libere di 73 carcasse di autoveicoli, 629 pneumatici, 156 tra lavatrici e cucine, 92 tra congelatori e frigoriferi, 74 scaldabagno e 82 televisori. Oltre duecento le batterie d'auto anche - come si è detto - in prossimità di corsi d'acqua.

Le zone del disastro ambientale accertato sono tra le più visitate dai turisti (su 49 mila presenze documentate in tre ingressi nel 2007, gli stranieri sono stati oltre 21 mila, gli italiani 18 mila e poco più di novemila i sardi). Zone certamente di pregio, certamente belle e ricche di reperti archeologici, di specialità geologiche e botaniche. Zone dove le amministrazioni comunali e i privati di Oliena e Dorgali hanno collaborato con uomini e mezzi.

A guidare le operazioni sono stati i capicantiere dell'Ente Foreste con Peppe Mulas (Dorgali), Franco Dettori e Pasquale Sio (Orgosolo), Gianni Medda (Oliena) con i direttori d'Area Giuliano De Serra e Filippo Murtas. Con 135 operai dell'Ente Foreste e con dipendenti della Protezione civile si sono impegnati i sindaci di Oliena Francesco Capelli e di Dorgali Tonino Testone, i loro assessori, le Pro loco, imprenditori (i titolari dell'albergo Su Gologone hanno messo a disposizione un gruppo di dipendenti e mezzi). I soci di "Barbagia insolita" di Oliena (presidente Giovanni Sanna, Gianfranco Gardu, l'olandese Robin Van Teunenbroke, Antonello Sanna, Salvatore Solinas) hanno sfidato crepacci e anfratti per riportare in superficie quanto di più deturpante possa immaginarsi. A "Su passu malu", verso Lanaitto, i volontari sono scesi in un anfratto con uno strapiombo di cento metri servendosi di verricelli e funi. Sono stati usati trapani per il posizionamento degli spit dove poter poi attaccare le corde usate per riportare tutto in superficie e destinarli alle discariche. In alcuni punti sono stati individuati trattori arrugginiti, sempre a contatto con corsi d'acqua. Nei prossimi giorni saranno i vigili del fuoco di Nuoro a intervenire per bonificare quella zona. Lo stesso è avvenuto sopra Monte Maccione, a quota 1300 metri, verso Dàddanu. Qui lo spettacolo era ancor più triste perché, dopo la pulizia del sottobosco, sono venuti alla luce tutti i rifiuti abbandonati da decenni. Idem nelle campagne di Orgosolo e Dorgali. I funzionari della Regione hanno informato delle operazioni gli amministratori dei Comuni interessati. La lezione sarà stata utile?

Giacomo Mameli

(11 giugno 2008)

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